La flora e fauna dell’Oasi

La flora e la fauna dell'Oasi

Monte Arcosu è uno dei rilievi più importanti dell’intero massiccio del Sulcis per la spettacolarità dei luoghi e per la presenza di una flora e di una fauna tra le più significative dell’intero territorio regionale.

La vegetazione dell’Oasi è particolarmente varia e affascinante. Lungo la strada che conduce al centro dell’area protetta si costeggiano formazioni a Mirto, Cisto e Lentisco, mentre nel fondovalle, dove scorrono i torrenti, essa è tipicamente ripariale, con salici, ontani e numerosissimi oleandri. Sulle pendici la macchia bassa si evolve in macchia-foresta, con corbezzoli, eriche e ginepri. Le formazioni boschive di leccio e sughera costituiscono invece lo stadio evolutivo più maturo che la vegetazione raggiunge all’interno dell’Oasi. Monte Arcosu ospita una flora lichenologica di grande valenza, finora sono state determinate oltre 200 specie di licheni. Tra le specie floristiche da segnalare le numerose orchideacee, la Brionia sardo-corsa , l’Erica tirrenica, lo Scardaccione di Valsecchi, l’ Elicriso del Monte Linas e l’Anchusa formosa, endemismo locale del quale sono stati rinvenuti pochissimi esemplari. I funghi sono presenti con numerose specie e fra esse spicca per importanza l’endemica Ramaria arcosuensis.

Uno degli elementi più interessanti da scoprire è sicuramente la fauna dell’Oasi, caratterizzata da numerose specie endemiche. Tra i mammiferi spicca la presenza del Cervo sardo (Cervus elaphus corsicanus), divenuto il simbolo della riserva, e quella del cinghiale, che ha colonizzato tutto il territorio raggiungendo elevate densità. Sono presenti varietà tipiche sarde di carnivori quali la Donnola (Mustela nivalis boccamela), la Martora (Martes martes latinorum), il Gatto Selvatico sardo (Felis silvestris lybica) e la Volpe (Vulpes vulpes ichnusae). Di estremo interesse sono gli uccelli da preda, alcuni dei quali sono rari e in via d’estinzione. Infatti, oltre ai comunissimi Gheppio e Poiana, nidificano il Falco pellegrino, l’Astore sardo e l’Aquila reale. È possibile osservare, anche il picchio rosso maggiore e la pernice sarda. Tra i rettili si segnala la presenza del Gongilo sardo, della tartaruga, della Natrice dal collare e della Natrice del Cetti, l’ofide più raro d’Italia. Il Discoglosso sardo (Discoglossus sardus), un anuro endemico, e il Geotritone dell’Iglesiente (Speleomantes genei) sono invece due anfibi assai elusivi.

La flora e la fauna dell'Oasi

Monte Arcosu è uno dei rilievi più importanti dell’intero massiccio del Sulcis per la spettacolarità dei luoghi e per la presenza di una flora e di una fauna tra le più significative dell’intero territorio regionale.

La vegetazione dell’Oasi è particolarmente varia e affascinante. Lungo la strada che conduce al centro dell’area protetta si costeggiano formazioni a Mirto, Cisto e Lentisco, mentre nel fondovalle, dove scorrono i torrenti, essa è tipicamente ripariale, con salici, ontani e numerosissimi oleandri. Sulle pendici la macchia bassa si evolve in macchia-foresta, con corbezzoli, eriche e ginepri. Le formazioni boschive di leccio e sughera costituiscono invece lo stadio evolutivo più maturo che la vegetazione raggiunge all’interno dell’Oasi. Monte Arcosu ospita una flora lichenologica di grande valenza, finora sono state determinate oltre 200 specie di licheni. Tra le specie floristiche da segnalare le numerose orchideacee, la Brionia sardo-corsa , l’Erica tirrenica, lo Scardaccione di Valsecchi, l’ Elicriso del Monte Linas e l’Anchusa formosa, endemismo locale del quale sono stati rinvenuti pochissimi esemplari. I funghi sono presenti con numerose specie e fra esse spicca per importanza l’endemica Ramaria arcosuensis.

Uno degli elementi più interessanti da scoprire è sicuramente la fauna dell’Oasi, caratterizzata da numerose specie endemiche. Tra i mammiferi spicca la presenza del Cervo sardo (Cervus elaphus corsicanus), divenuto il simbolo della riserva, e quella del cinghiale, che ha colonizzato tutto il territorio raggiungendo elevate densità. Sono presenti varietà tipiche sarde di carnivori quali la Donnola (Mustela nivalis boccamela), la Martora (Martes martes latinorum), il Gatto Selvatico sardo (Felis silvestris lybica) e la Volpe (Vulpes vulpes ichnusae). Di estremo interesse sono gli uccelli da preda, alcuni dei quali sono rari e in via d’estinzione. Infatti, oltre ai comunissimi Gheppio e Poiana, nidificano il Falco pellegrino, l’Astore sardo e l’Aquila reale. È possibile osservare, anche il picchio rosso maggiore e la pernice sarda. Tra i rettili si segnala la presenza del Gongilo sardo, della tartaruga, della Natrice dal collare e della Natrice del Cetti, l’ofide più raro d’Italia. Il Discoglosso sardo (Discoglossus sardus), un anuro endemico, e il Geotritone dell’Iglesiente (Speleomantes genei) sono invece due anfibi assai elusivi.